Cristian R. A. Gangi

Come scegliere il finanziamento?

Come orientarsi nella giungla dei prodotti finanziari, come scegliere il finanziamento adeguato è una delle domande più ricorrenti, ecco una sintesi di prodotti e delle loro principali caratteristiche.

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Alla luce della grande confusione che regna sul mercato dei finanziamenti, chi come me opera nel settore “da più anni di quanti vorrei ammettere” si trova spessissimo di fronte a questa domanda:

”Come scegliere il finanziamento più adatto alle mie esigenze?”

Perciò abbiamo deciso di mettere a disposizione del pubblico il nostro “know how” per fare di luce nel mondo dei prestiti ai privati.
Prima di tutto è bene dire che esistono tanti diversi tipi di prestito, tante quante sono le esigenze del consumatore, e bisogna fare attenzione a cosa si stipula e perché lo si fa, ma andiamo con ordine e facciamo qualche esempio per chiarire il tutto, è bene fare una prima distinzione sulle tipologie di prodotti, cioè a breve piuttosto che lungo termine.

Piccole cifre e grandi problemi

Per esigenza a breve termine si intende la necessità di recuperare cifre di piccole e medie dimensioni entro, una breve scadenza, prendiamo l’esempio della famiglia Rossi, che nonostante sia formata da onesti lavoratori non ha capitale da parte per pagare il rinnovo del premio assicurativo, immaginiamo che la famiglia in questione trovandosi nella necessità di dover pagare un premio assicurativo superiore a quello previsto, magari a causa di un incidente o perché uno dei figli ha appena preso la patente e bisogna rimuovere la clausola della guida esperta. Il signor Rossi a questo punto trovandosi in deficit monetario decide di far finanziare da un istituto di credito questa spesa e si rivolge al classico cugino di un collega di lavoro con il quale 2 anni prima aveva acceso un contratto di prestito personale pensando di rinnovarlo ed in mezza giornata viene perfezionata la pratica, voi penserete che il signor Rossi è uscito da una situazione spinosa e magari si sarà trovato in tasca anche qualche centinaio di euro extra per fare un bel regalo alla moglie ed ai figli giusto?... SBAGLIATO! Il signor Rossi è andato incontro ad uno degli errori più frequenti del settore, cioè ha acceso un finanziamento a lungo termine per soddisfare un’esigenza a breve termine, cosa comune quando non ci si affida ad un professionista che ci spieghi come scegliere il finanziamento, vi chiederete cosa cambi dato che i soldi son sempre soldi, ed è presto detto, supponendo che nulla cambi della condizione economica della famiglia Rossi, l’anno successivo si troverà nuovamente nella stessa situazione allo scadere della polizza, inoltre il finanziamento acceso per pagare il premio è ancora attivo, ma fino a quando non sarà stata pagata una certa quota capitale non sarà possibile rinnovarlo, inoltre dato che i Rossi non hanno un reddito molto alto non sarà possibile accendere nuovi finanziamenti, di conseguenza il signor Rossi dovrà decidere se pagare l’assicurazione dell’auto o l’affitto, allora mi chiederete quale soluzione avrebbe dovuto applicare il povero signor Rossi? Innanzitutto trattandosi di cifre che raramente raggiungono o superano il migliaio di euro e, soprattutto, tutt’altro che inaspettate una pianificazione a monte delle spese e un accantonamento anche minimo mensile sarebbe stata una strada decisamente più comoda e sicura da percorrere, ma ponendo il caso che i Rossi, per quanto dotati di buona volontà, non hanno avuto la possibilità di pianificare e accantonare la soluzione migliore sarebbe stata quella di accendere un finanziamento di credito al consumo, ma anche gli stessi crediti al consumo hanno delle formule più o meno convenienti, prendiamo sempre ad esempio la famiglia Rossi, abbiamo detto che uno dei figli ha appena compiuto la maggiore età e come quasi tutti gli appartenenti alla sua generazione da molta importanza al telefono, finalmente dopo ripetute e continuate richieste, preghiere, suppliche e ricatti affettivi papà e mamma Rossi accettano di andare in un negozio di telefonia e comprare il telefono desiderato dal giovanotto. Il caso vuole che il ragazzo abbia lasciato gli occhi sull’ultimo modello top gamma della casa XYZ che manco a dirlo costa appena un migliaio di euro, vediamo che lo stesso negozio offre diverse soluzioni di acquisto, grosso modo sono di due tipi, la formula dodici mesi a tasso zero e il classico finanziamento in 36 mesi con rincaro in bolletta e conseguentemente l’ obbligo da parte dell’utente a mantenere gestore e piano tariffario, come scegliere il finanziamento migliore? anche in questo caso la formula più vantaggiosa è quella più breve, non tanto per una questione di costi, piuttosto per due importantissimi fattori comuni a qualsiasi dispositivo elettronico, il primo è quella che gli storici della tecnologia chiamano “accelerazione tecnologica”, che in parole povere significa che il progresso in termini di hardware e software non è costante, bensì aumenta in forma esponenziale, basti pensare che fino al 1903 non esistevano nemmeno prototipi di aereo mentre oggi si parla di costruire colonie su Marte, il secondo fattore comune è anche il più grande difetto oltre che causa di incidenti, cioè il fatto che sia utilizzato da esseri umani, mi spiego meglio per quanto possa essere di altissima qualità il vostro telefono se lo lasciate nella tasca posteriore dei jeans e vi sedete si romperà a prescindere che lo abbiate acquistato 100 o 1000 euro, o ancora se lo tenete nella tasca della camicia e nell’abbassarvi a raccogliere un catino pieno d’acqua probabilmente dopo potrete usarlo solo come fermacarte hi-tech a prescindere che sia l’ultimo modello acquistato da 2 giorni o il telefono che vostra zia vi ha regalato dopo che ha comprato quello nuovo, badate bene che non sono esempi presi a caso, ma , ahimè, parlo per esperienza diretta, comunque sto divagando, in buona sostanza la statistica effettuata sui dati riportati dai centri assistenza parla chiaro, la durata media di un telefono di nuova generazione raramente supera i 2 anni, e per ognuno di voi che può vantarsi di aver avuto un telefono per almeno sei anni c’è almeno un altro di voi che può dire di averne cambiati 3 in un anno, di conseguenza accendere un finanziamento della durata di 3 anni per un’oggetto che, per obsolescenza o per “tragiche fatalità” dopo 2 anni sarà molto probabilmente messo da parte non è esattamente la mossa più furba, visto che, come nel caso della polizza assicurativa, quando si ripresenterà l’esigenza di un nuovo telefono staremo ancora pagando quello vecchio.

Grandi cifre per grandi obbiettivi

Dall’articolo precedente sembrerebbe che voglio demonizzare i finanziamenti pluriennali tutt’altro, sono uno strumento importantissimo nelle mani del consumatore, ma come tutti gli strumenti vanno utilizzati nei giusti modi e tempi, prendiamo ad esempio un caso diametralmente opposto a quello della famiglia Rossi che lotta per arrivare a fine mese, immaginiamo una famiglia con un reddito base uguale a quello della famiglia Rossi, ma che grazie ad una politica di risparmio e con i giusti investimenti riesce a mettere da parte un bel gruzzolo e decide di coronare uno dei sogni dell’essere umano medio cioè l’acquisto della prima casa, questa famiglia, che per comodità chiameremo i Verdi (non ho resistito N.d.R.) incoraggiata dal mercato immobiliare in calo con la conseguente contrazione dei prezzi decide di rompere il salvadanaio e liberarsi dal peso dell’affitto e dopo qualche settimana di ricerche tra i portali di settore e di visite ad immobili al limite del fatiscente descritti come “ottimo investimento” trovano quello che fa per loro per posizione, condizione, spazio e soprattutto per prezzo che permette di acquistare e ristrutturare in contanti, voi penserete, buono per i Verdi, ma in realtà non stanno facendo la scelta migliore dato che si, acquisteranno e ristruttureranno l’immobile senza obblighi nel tempo e senza pagare interessi, ma è anche vero che faranno tutto con i risparmi di una vita che magari sarebbe meglio tenere da parte per tempi più bui, o meglio ancora metterli in un fondo di investimento e sfruttare la rendita ad essi correlati per alleggerire l’onere del mutuo, che non per forza deve essere una mostruosa formula trentennale con rate e interessi interminabili, ma un giusto compromesso tra quota investimento da parte dell’acquirente e dell’istituto di credito, possibilmente grazie ai consigli di un professionista che spiega loro come scegliere il finanziamento più adatto che possa permettere ai Verdi di mantenere lo stesso tenore di vita senza rinunciare ad un paracadute per le emergenze che non guasta mai, e ve lo dice il campione mondiale di terga sul selciato.

Formule versatili

Tra il mutuo ed il credito al consumo c’è un mondo intero di formule pure o miste a tassi fissi e variabili, con optional aggiuntivi, a chilometro zero e a metano al costo del benzina, no quella è un’altra cosa, ma cogliendo la palla al balzo prendiamo l’esempio dell’acquisto di un veicolo, anche in questo caso vi sono diverse strade che si possono percorrere per raggiungere l’obbiettivo, oltre all’intramontabile busta di carta del panificio piena di banconote da 50 euro si intende, oggi tra noleggio a lungo termine, rottamazioni e stornelli vari quando si vuole acquistare un automobile si ha a disposizione una gamma di formule di finanziamento paragonabile ai modelli di veicoli a disposizione, ma scendiamo nel dettaglio, l’acquisto di un veicolo nuovo comporta almeno una spesa di 10000 euro o poco meno quindi è quantomeno usuale finanziare l’acquisto da parte di istituti di credito, ma come scegliere il finanziamento più adatto?
Generalmente le case automobilistiche, quando non hanno istituti finanziari interni preposti esclusivamente al finanziamento dei clienti, hanno stipulato convenzioni dirette con istituti di credito, e propongono prodotti mirati con tassi particolarmente convenienti quindi almeno virtualmente la scelta è semplice, ma nella giungla del credito è facile mettere un piede in fallo, soprattutto quando non si viene consigliati in maniera accurata da professionisti che svolgono il loro lavoro in maniera deontologicamente corretta, e a volte succede che per un motivo o per un altro si riceve una segnalazione in banca dati, come fare dunque? Qui subentra il prodotto del prestito garantito in busta paga o pensione, o più comunemente conosciuto come cessione del quinto dello stipendio/pensione, in buona sostanza si tratta di un finanziamento dove gli accordi non sono stretti solo tra il consumatore e l’istituto erogante, ma subentra un terzo attore nella veste dell’azienda presso la quale lavora il finanziato o, nel caso dei pensionati, l’istituto di previdenza, tale figura si impegna a trattenere dalle spettanze mensili una quota di massimo un quinto degli emolumenti ed a cederla alla finanziaria, da qui il caratteristico nome del prodotto, tale tipologia di finanziamento è accessibile a tutti coloro che percepiscono un reddito da lavoratore dipendente o una pensione, fatta eccezione dei dipendenti di aziende che non rientrano nei parametri e di coloro che percepiscono una pensione di invalidità o sociale, a prescindere dallo storico finanziario e, dato l’alto numero di garanzie che ricevono le finanziarie, generalmente hanno un tasso annuo effettivo globale (T.A.E.G.) inferiore rispetto a prodotti di pari durata, ma quali sono le garanzie che entrano in gioco? È presto detto, innanzitutto tutte le cessioni del quinto vengono assicurate per legge per la totalità della somma, cosa non da poco, ma a ciò si aggiunge il fatto che le stesse assicurazioni hanno delle garanzie inesistenti per quasi tutti gli altri prodotti, nello specifico una cessione del quinto stipulata da un’azienda privata, nell’ atto ufficiale con la quale si impegna a versare mensilmente le quote dello stipendio fino all’estinzione del debito si impegna altresì a tenere accantonato il trattamento di fine rapporto come garanzia ad estinzione nel caso in cui il dipendente in questione venga licenziato o, per qualsiasi altro motivo, perda il posto di lavoro o sia impossibilitato a lavorare o in estremo in caso di decesso. Nel caso dei pensionati è ancora più semplice dato che la pensione è un reddito impossibile da perdere, almeno in Italia, almeno finora, l’unica incognita per le assicurazioni è data dal possibile decesso del cliente, ma li si entra nel merito del calcolo statistico e non mi sembra opportuno dilungarmi su questo argomento, in ogni caso anche li le assicurazioni si affidano a procedure di controllo volte a ridurre al minimo l’incidenza del rischio economico dando un tetto massimo oltre i quali non possono esistere trattenute sulla pensione, generalmente 85 anni, o in alcuni casi particolari le assicurazioni accettano anche clienti che superano quel limite di età, ovviamente di contro c’è un premio assicurativo più alto che come è facile intuire incide sul taeg facendo lievitare i costi. Quindi che si tratti dei signori Rossi, che a causa di passati problemi non possono ricevere altra forma di finanziamento per l’acquisto dell’auto o dei signori Verdi, che nonostante possano pagare in contanti le spese del matrimonio della figlia preferiscono non privarsi dei loro risparmi in vista di un futuro colmo di sorprese, la cessione del quinto si rivela essere uno strumento adeguato per le esigenze a lungo termine per importi medio alti di capitale.

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